La tecnologia Bluetooth. Una diagnosi col cellulare

Un sistema che consente di monitorare durante l’evento aritmie o insufficienza cardiaca.

Al dodicesimo congresso della Società internazionale di elettrocardiografia svoltosi ad Atene, il professor Mario Trivellato di Padova ha presentato la nuova tecnologia “BlueTooth” per la trasmissione transtelefonica dell’elettrocardiogramma, ricevendo apprezzamenti dal professor Harold Kennedy, dell’università di Baltimora.
Il nuovo apparecchio è già in uso presso il servizio cardiologico della Usl 16 di Padova.

La trasmissione transtelefonica di un tracciato elettrocardiografico con tecnologia bluetooth è fattibile con tutti i telefonini di ultima generazione e permette la trasmissione dei dati, in questo caso l’elettrocardiogramma anche avendo il cellulare a distanza fino a 10 metri. In maniera assolutamente silenziosa ed anche all’oscuro del paziente, l’apparecchio registra anomalie elettrocardiografiche, che talora possono essere silenti e non avvertite dal soggetto in esame. In pratica vi è un “furto” a fin di bene dei dati elettrocardiografici del malato.

Questo è possibile, ovviamente, dopo che il paziente, presso il servizio di cardiologia, ha collegato il suo cellulare con l’apparecchio che gli è stato fornito. I dati vengono memorizzati ed inoltrati in contemporanea ad un Centro di riferimento in Germania, che in pochi secondi, via internet trasmette il tracciato elettrocardiografico in questione, sul computer del cardiologo.

L’apparecchio di soli 85 grammi di peso viene consegnato al paziente in genere per due o tre settimane, a seconda delle necessità di documentazione. L’apparecchio viene portato al collo come una collana, con due elettrodi, che possono essere cambiati.
È stata fatta una dimostrazione in diretta di questa applicazione e durante la presentazione il professor Vargas, noto cardiologo greco ha fatto personalmente questa prova.

L’apparecchio è munito anche della tecnologia Loop Recorder, che permette di documentare un’eventuale aritmia o un’eventuale insufficienza coronarica, con una registrazione 25 secondi prima e 15 secondi durante l’evento. Questi tempi di registrazione possono essere tarati diversamente, per esempio un minuto prima ed un minuto durante l’evento elettrocardiografico patologico.

Questi dati, ovviamente, vengono inviati in tempo reale automaticamente al Centro di riferimento ed al servizio di cardiologia del professor Trivellato.

L’apparecchio inoltre permette una registrazione manuale, molto utile nei casi in cui il paziente accusi sintomi, ma con elettrocardiogramma normale.

È possibile quindi documentare se si tratta di un sintomo cardiaco o di un’ernia jatale con reflusso e spasmo esofageo, che può mimare un attacco anginoso.

Questa nuova tecnologia darà un ulteriore contributo per la riduzione delle liste d’attesa e impropri ricoveri. Si è aperta una nuova frontiera per la diagnosi e cura dei Pazienti cardiopatici. La conferenza ad Atene aveva titolo “The Hermes of telecardiology”.

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