Volo di 175 metri per Mario Trivellato.
Il dottor Mario Trivellato, responsabile del servizio di Cardiologia dell’Usl 16, si è buttato nel vuoto dal ponte più alto d’Europa, quello di Enego sulla strada che porta ad Asiago: 175 metri l’altezza da fondo valle, 165 il salto totale, a 120 il primo rimbalzo, 41,5 metri la lunghezza dell’elastico del bungee-jumping. Perché l’ha fatto? Per amor di scienza, per capire come reagisce il cuore in condizione estreme, di fronte al pericolo fulmineo, al mega-stress, al fulmine a ciel sereno.
Anni fa si era già librato in aria, Trivellato, quella volta col paracadute insieme all’istruttore, stavolta ha fatto tutto da solo, stringendo tra le mani un foglietto giallo con su scritto 66, i suoi anni.
Mario Trivellato, 66 anni, responsabile del reparto dell’ULSS 16, ha testato le sue reazioni in una condizione estrema: un volo dal ponte di Enego.
Un salto di 175 metri per il direttore di Cardiologia.
“Ho cominciato a contare, uno, due, poi al tre ho detto basta, volevo godermi appieno il panorama, davvero mozzafiato.”
Se fosse andato avanti sarebbe arrivato fino a sette, tanti sono i secondi di caduta libera a oltre 100 chilometri orari. “Sembrano pochi, ma provate a contarli”, sorride il dottor Mario Trivellato, responsabile del servizio di Cardiologia dell’Usl 16, che ha tirato un respiro profondo e si è buttato nel vuoto. Bungee Jumping, il suo, dal ponte più alto D’europa, quello di Enego sulla strada che porta ad Asiago, giusto per avere un’idea: 175 metri l’altezza da fondo valle, 165 il salto totale, a 120 il primo rimbalzo, 41,5 metri la lunghezza dell’elastico (tutto documentato nella sequenza fotografica).
Perché l’ha fatto? Per amor di scienza, per capire come reagisce il cuore in condizione estreme, di fronte al pericolo fulmineo, al mega-stress, al fulmine a ciel sereno.
Anni fa si era già librato in aria, Trivellato, quella volta col paracadute insieme all’istruttore, stavolta ha fatto tutto da solo, stringendo tra le mani un foglietto giallo con su scritto 66, i suoi anni.
Addosso degli elettrodi e due apparecchiature per misurare l’andamento del battito cardiaco, l’R-test, una specie di holter, ed n recente dispositivo per la trasmissione dell’elettrocardiogramma per via transtelefonica, l’ecg che si serve della tecnologia bluetooth. Lui, con i suoi anni splendidamente portati, ha sperimentato sul campo la sua sana e robusta costituzione, come è obbligatorio dichiarare, firmando in calce al regolamento, prima di compiere il “grande salto”.
Le controindicazioni? Una lista lunga così: cardiopatie di qualsiasi natura, ipertensione arteriosa, sincopi e svenimento, alterazioni strutturali delle vie arteriose e venose, danni dell’apparato osseo, muscolo-tendineo e delle articolazioni, patologie otorinolaringoiatriche con disturbi dell’equilibrio, malattie neurologiche centrali e periferiche (paralisi, paresi, epilessia), psicosi, nevrosi importanti, disturbi dell’apparato genito-urinario od oculistici come miopia grave o degenerativa, glaucoma.
“Il bungee jumping lo possono fare tutti coloro che sono in buone condizioni psicofisiche, – conferma Trivellato – sette secondi sembrano pochi, ma provate a contarli… Credetemi, è stata un’esperienza meravigliosa, indescrivibile”.
C’è da credergli, a pensare alla scarica di adrenalina che gli hanno dato i quattro rimbalzi, lanciato nel vuoto sottostante appeso ad un elastico per i piedi a fare “boing-boing” come una molla. Poi lasciato scendere piano piano, a testa in giù, fino a guadagnare terra, il ritorno a piedi sul per il dirupo, un mazzo di fiori consegnato seduta stante alla moglie Grazia che durante il tuffo, per lo spavento, si era voltata dall’altra parte. E una promessa fatta a se stesso: quel cartello con inciso 66, da riutilizzare capovolto, tra 33 anni…
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Il primario si butta da un ponte per studiare il cuore.
CASE STUDY: Vitaphone Loop Recorder 3100BT. Efficace anche nel breve periodo.