DOTTOR 007: “Un volo per il cuore”.
Pubblicato su Il Gazzettino di Padova del 12.10.2010
Un bel respiro profondo, e via. Giù per la bellezza di 220 metri dalla piattaforma della diga di Verzasca in Svizzera, il salto più alto del mondo. Nuova mirabolante sfida per il cardiologo con il pallino del “tuffo mozzafiato”: Mario Trivellato, già responsabile del servizio di Cardiologia dell’Ulss 16 di Padova, ha aggiunto un’altra coccarda al suo libro delle imprese. Ha aspettato la data propizia, il 10.10.10, e domenica si è lanciato nel vuoto con il bungee jumping.
Lo specialista sessantottenne portava con sè un apparecchio per la trasmissione transtelefonica dell’elettrocardiogramma e la registrazione, malgrado il forte strappo, è risultata perfetta. A fargli da cornice il più famoso «orrido» del pianeta, ripreso nel film «007 Goldeneye». Legittima la domanda: perchè l’ha fatto? Per amor di scienza, per capire come reagisce il cuore in condizioni estreme, di fronte al pericolo fulmineo, al mega-stress, al grande rischio. Anni fa si era già librato più volte in aria, Trivellato, col paracadute e con bungee, ma stavolta ha superato se stesso.
Addosso degli elettrodi, lo strumentario per misurare l’andamento del battito cardiaco, l’R-Test, una specie di holter, e un recente dispositivo per la trasmissione dell’elettrocardiogramma per via transtelefonica, l’ecg che si serve della tecnologia bluetooth. Lui, con i suoi anni splendidamente portati, ha sperimentato sul campo la sana e robusta costituzione, come è obbligatorio dichiarare prima del “grande salto”. Le controindicazioni? Una lista lunga così: cardiopatie di qualsiasi natura, ipertensione arteriosa, sincopi e svenimenti, alterazioni strutturali delle vie arteriose e venose, danni dell’apparato osseo, muscolo-tendineo e delle articolazioni, patologie otorinolaringoiatriche con disturbi dell’equilibrio, malattie neurologiche centrali e periferiche, psicosi, glaucoma.
«Il bungee jumping lo possono fare tutti coloro che sono in buone condizioni psicofisiche – conferma Trivellato -, la manciata di secondi in caduta libera sembrano pochi ma provate a contarli… È stata un’esperienza meravigliosa, indimenticabile». È da credergli, a pensare alla scarica di adrenalina che gli hanno dato i rimbalzi. Poi lasciato scendere piano piano, a testa in giù, fino a guadagnare terra. Ma la passione dello “sky diving” il coraggioso medico-atleta ce l’ha nel sangue.
«Congratulazioni per la bravura e il coraggio dimostrati» è scritto nero su bianco sul certificato rilasciatogli dall’organizzazione elvetica. C’è da giurarci, non sarà l’ultimo.
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