L’arresto cardiaco è un’evenienza che si verifica improvvisamente con perdita di coscienza e perdita delle funzioni vitali entro entro pochi secondi dal collasso (arresto circolatorio e respiratorio). Dopo pochi minuti dall’avvenuto collasso, le funzioni cerebrali risultano danneggiate irreversibilmente a causa del danno anossico dovuto alla mancanza di un circolo efficace. Le probabilità di successo della rianimazione scendono del 7-10% per ogni minuto che passa dopo l’arresto.
La maggior parte degli arresti cardiaci si verifica in ambiente extraospedaliero (circa 60%).
La catena della sopravvivenza rappresenta l’insieme delle sequenze tra loro concatenate che devono essere messe in atto nel più breve tempo possibile per attivare il sistema di emergenza avanzato e garantire il soccorso il caso di arresto cardiaco.
Come illustrato in figura, i quattro anelli della catena sono costituiti da:
• accesso precoce al sistema di emergenza
• inizio precoce delle procedure di BLS (con particolare riferimento al BLS messo in atto dalle persone presenti)
• defibrillazione precoce, cioè arrivo precoce sul posto di un´equipe in grado di praticare la defibrillazione
• inizio precoce del trattamento intensivo.
In particolare, si tratta di attivare il sistema in modo che si possa raggiungere entro 5 minuti dalla chiamata il paziente e trattarlo con la defibrillazione elettrica. Infatti dai diversi studi epidemiologici condotti in letteratura, risulta che l’85% degli arresti cardiaci è dovuto ad una tachiaritmia ventricolare dove l’intervento di defibrillazione rappresenta il fattore determinante la sopravvivenza.
Grazie alla disponibilità dei nuovi defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) oggi la catena della sopravvivenza assume un’importanza ancora maggiore.
Gli studi condotti per testare l’algoritmo di riconoscimento della traccia elettrocardiografica dei DAE, hanno dimostrato una sensibilità del 100% (riconoscimento di ritmi che non richiedono shock es. ritmo sinusale, asistolia) ed una specifica maggiore al 95% (riconoscimento di ritmi defibrillabili es. tachicardia ventricolare rapida > 160 b/min e fibrillazione ventricolare).
Per questo motivo, per la semplicità del loro utilizzo e per la dimostrata efficacia dell’intervento i DAE possono venire impiegati da personale cosiddetto “laico” purchè addestrato con un semplice corso di formazione.
Defibrillatori esterni (DAE)

